IL GELATO: UN MOMENTO DA TUTTI CONSIDERATO BANALE MA CHE CI RISPECCHIA By Andrea Cortinovis e Nicola Persico

Caro lettore,

rieccoci, sappiamo che hai sofferto un botto perché è quasi tre mesi che non ci leggi più, ma siamo tornati più forti di prima, per farti sorridere, ridere, ma anche riflettere.

Siamo nel pieno dell’estate, e ogni italiano che si rispetti ha un rito, quello del gelato artigianale.

Il gelato è l’alimento per eccellenza, sta bene in ogni momento della giornata e in ogni posto, quando ti svegli alle 3 di notte grondante di sudore perché la sera durante la partita hai mangiato 12 panini con la salamella; a colazione con l’afa insopportabile, che il deserto del Sahara in confronto sembra una ghiacciaia; nel pomeriggio con la nonna, che per viziarti ti compra sei barattoli da 3 kg e ti costringe a mangiarli, la stessa nonna che la sera precedente ti ha sganciato il cinquantino per comprare un delizioso gelatino.

Oramai quella gelataia si può permettere una villa vicino a Porto Cervo, che lo stesso Zio Berlusca ha definito pacchiana.

È proprio davanti ad una gelateria che si può capire quanto sia vero il detto “il mondo è bello perché è vario”. In ogni gelateria che si rispetti ci sono dei personaggi caratteristici che non possono mancare.

La prima figura è quella dei coniugi pensionati, che abitano vicino alla gelateria e passano lì l’85% della giornata. Sono figure che non possono passare inosservate: lui in tenuta estiva con canottiera di colore verde o blu e ciabatte o sandali spesso accompagnati da splendidi calzini color grigio che fanno finessa; lei di solito è un personaggio che non da troppo a vedersi finché non apre bocca, una voce acuta, direi più un grido acuto, sempre pieno di pettegolezzi…

La seconda figura è quella dell’ingordo, che prende il cono con 9 gusti per fare colpo sulla figlia della gelataia, in realtà non riuscirà a mangiarne nemmeno la metà e sarà costretto a condividere il suo “tessoro” con gli amici crostoni che per non spendere, bevono solo acqua dalla fontanella di fronte al locale.

In ogni compagnia che si rispetti ci sono gli amici “crostoni” che non vengono mai a cena, palando gli amici con scuse veramente assurde, perché hanno vergogna di mostrare la loro parsimonia.

Sono talmente tirchi che quando guardano la messa in televisione e passano gli adepti alla questua cambiano canale.

Se da una parte del ring troviamo l’ingordo, dall’altra c’è il “salutista” che fino all’ultimo non si sbilancia sulla decisione se prendere un gelato o una semplice bottiglietta d’acqua.

Il più delle volte, fa la figura dell’incoerente perché si preoccupa delle calorie di un cono di gelato ma tutte le domeniche sera, è il primo in fila al McDonald’s.

Tutti mangiando il vero gelato artigianale italiano, pensano che sia una bontà divina, un gusto inconfondibile, un retrogusto di latte… l’ingrediente base…

Poi c’è l’eccezione che conferma la regola… l’intollerante al lattosio… seduto, depresso, a piangere sotto un salice piangente, pensando ai pochi gusti che potrà mangiare nella sua dura esistenza…. E in questo pianto appassionato, si vedono i veri amici, quei bastardi che mentre si gustano un cono yogurt e fior di latte, si mettono a ridere come se non ci fosse un domani…

Ti abbiamo fatto una panoramica di quello che noi vediamo quando ci gustiamo un bel gelato, ciò che osserviamo quando ci gustiamo un gelato e tu quale di questi bizzarri personaggi sei??