ESTATE: DIVERTIMENTO, SPENSIERATEZZA E LIBERTÀ By Nicola Leidi

Finalmente è arrivata la tanto attesa estate! Quest’anno è stato davvero difficile, ma ce l’abbiamo fatta ed eccoci qui, sole battente, aria bollente e serate infinite. Come ogni anno le principali regole per l’estate sono: divertimento, spensieratezza e libertà. E chi se non il Cre poteva rispondere a questa chiamata. Esatto, dopo un anno di assenza è tornato il Cre dell’Oratorio.

Tutti hanno grandi aspettative da questa estate. Abbiamo bisogno di staccare da quello che è stato e tornare più forti e carichi di prima. Anche il Cre non è da meno.

TUTTO NUOVO! Il Cre 2021 è un progetto totalmente nuovo per la parrocchia e per la comunità di Zanica. Abbiamo voluto far scendere in campo un vero e proprio progetto educativo, per i bambini e i ragazzi.

Ma di cosa si tratta?

Dopo l’anno trascorso e le conseguenze del Covid-19 sui ragazzi, l’Oratorio di Zanica ha deciso di rilanciare la comunità cercando di creare una collaborazione tra: animatori, ragazzi, volontari e genitori (con tutte le difficoltà che questa proposta comporta).

Per adempiere a questa proposta il Cre si è posto degli obbiettivi non banali, presi direttamente da quello che è il messaggio del vangelo:

“L’oratorio accompagna alla crescita umana e spirituale le nuove generazioni e rende i laici protagonisti, affidando loro responsabilità educative. Adattandosi ai diversi contesti, l’oratorio esprime il volto e la passione educativa della comunità, che impegna animatori, catechisti e genitori in un progetto volto a condurre il ragazzo a una sintesi armoniosa tra fede e vita. I suoi strumenti e il suo linguaggio sono quelli dell’esperienza quotidiana dei più giovani: aggregazione, sport, musica, teatro, gioco, studio”

  • Accogliere: l’Oratorio inteso come un luogo ‘aperto’ in cui è facile entrare, un contesto in cui tutti si possono sentire a proprio agio accettando le basilari norme di corretto comportamento e le finalità educative umane e cristiane dell’oratorio stesso.
  • Annunciare: un annuncio forte, chiaro, gioioso e sereno della persona di Gesù Cristo e dei contenuti della fede cristiana;
  • Educare: accompagnare i ragazzi e i giovani verso la elaborazione di un progetto di vita che sia autenticamente umano e cristiano;
  • Favorire: la socializzazione, la relazione e la scelta del ‘gruppo’ come luogo dell’incontro, dello scambio e della crescita personale e comunitaria;
  • Scoprire: i talenti di ciascuno e aiutare il ragazzo a metterli a frutto per il bene di tutti;
  • Ascoltare: ognuno è frutto di una storia, soprattutto in questo periodo di pandemia, dove l’incontro e il dialogo avvengono esclusivamente tramite i supporti digitali, vogliamo riscoprire la bellezza dell’ascolto che nasce da un incontro. Siamo tutti fratelli e sorelle, non possiamo essere sordi verso le necessità degli altri;
  • Aiutare: La comunità si vede anche nella sua capacità di solidarietà verso il prossimo o per chi si trova in situazioni di difficoltà, sia economica che sociale. L’attenzione verso l’altro non deve essere passiva, ma attiva e concreta;
  • Esserci: Tutti hanno bisogno di figure di riferimento, ecco perché diventa importante la presenza di tutti, perché possiamo essere di esempio per qualcuno che forse sta affrontando una situazione che abbiamo già vissuto. Esserci non significa fermarsi solo alle attività che vengono proposte come volontario, ma significa anche costruire relazioni di umanità, anche al di fuori delle proposte ed eventi;
  • Accompagnare: I più piccoli; bambini, ragazzi, adolescenti e giovani stanno vivendo un momento della loro vita ricco di emozioni e di cambiamenti, fanno fatica a capirli. Il compito della popolazione adulta è anche quello di sostenere, aiutare, portare all’indipendenza emotiva e sociale.

Questi sono alcuni degli obiettivi che vorremmo raggiungere con l’estate che speriamo coinvolga il maggior numero di persone e realtà del territorio. Vorremmo che l’estate ragazzi non sia solo una bella esperienza per chi la vive, ma che possa diventare l’esempio di collaborazione e comunione che il vangelo ci insegna.

Non finisce qui! Il Cre 2021 ha mille altre sorprese che però vi invito ad andare a leggere voi in prima persona. Non vi ho detto dei temi che verranno trattati ogni giorno, delle modalità in cui si svolge il centro estivo, del fantastico percorso fatto dagli assistenti e animatori per fornire il miglior servizio possibile ai ragazzi.

Ora voglio però parlarvi di un grande problema.

Fino ad ora vi ho parlato come se fosse tutto perfetto e non ci fossero difficoltà.

Purtroppo, questo fantastico progetto è stato proposto ad una società sempre più individualista. Questo lo sa bene la comunità di Zanica. Il bene del singolo, o meglio, il bene proprio viene sempre prima ed è sempre più importante di quello di tutti gli altri.

Parlo in base a quello che sto vivendo in queste settimane di Cre. Mi rivolgo soprattutto ai genitori che sono l’ingranaggio più difficile da incastrare nel grande meccanismo del Cre. All’interno dell’oratorio le cose stanno andando abbastanza bene, il meccanismo è ben lubrificato ormai, ma appena si varca la soglia del cancello i genitori sono più propensi a far inceppare gli ingranaggi del centro estivo.

Ci sono più di 200 ragazzi al Cre e quasi 270 persone totali, comprendendo tutte quelle persone che fanno sì che i ragazzi possano godersi al meglio i momenti durante il Cre. Il problema dell’individualismo sorge quando i genitori credono che ci sia solo il loro ragazzo all’interno del Cre e che tutto e tutti girino intorno a lui e siano al suo servizio.

Abbiamo aperto un dominio e-mail apposta per le richieste, siamo fisicamente presenti in segreteria quasi ad ogni ora, diamo le comunicazioni in largo anticipo su ogni piattaforma e possiamo comunicare pure con “Igrest” (app utilizzata dal Cre), ma tutto questo non basta.

Ci si lamenta sempre. Certo che è molto più difficile collaborare ed essere una parte attiva della comunità (cosa sempre più rara e preziosa negli anni) ed è molto più facile stare dietro la tastiera e fari i leoni con le parole sulle mail e utilizzare il pugno duro e l’impassibilità parlando faccia a faccia. Il progetto di quest’anno, tuttavia, prevede una grande collaborazione anche con chi sta a casa e educa i bambini e i ragazzi tutti i giorni.

L’individualismo e tutta questa grande voglia di lamentarsi e di fare (passatemi il termine) le chiocce (vale sia per le madri che per i padri), preoccupandosi di ogni cosa, lamentandosi e facendo le richieste più assurde ad un meccanismo che funziona nel grande e per tutti, non funziona!

Purtroppo, si tratta di una macchina che non può funzionare solo sul singolo, ma si attiva nella collaborazione, nel gioco di squadra e nell’interazione e aiuto reciproco tra bambini, ragazzi e adulti. Non si possono mettere i ragazzi in sfere di cristallo che non gli permettono di crescere, maturare e imparare a difendersi da soli, trovare un posto unico ed esclusivo nella società odierna.

La prospettiva peggiore è che questo sentimento, questo essere così chiusi, passi anche ai bambini e ai ragazzi, sappiate che i ragazzi sono lo specchio dei genitori e se questi ultimi brillano anche i ragazzi brilleranno, ma se i genitori sono spenti e cupi così saranno pure i ragazzi.

L’augurio che posso fare a tutti i genitori e a tutti i ragazzi è quello di rinunciare a quell’ individualismo egoistico e chiusura che questa società non fa altro che imporci, ma di essere splendenti e pronti ad illuminare la nostra comunità come tutto il mondo con la lucentezza e la forza del gruppo, dell’aiutarsi, dell’essere parte di un meccanismo sempre più grande che mira ad includere e dare spazio a tutti per crescere e splendere sempre di più. Con questo augurio spero che il Cre si possa concludere al meglio e che ragazzi, bambini, animatori, assistenti e volontari possano uscire arricchiti e maturati da questa grande famiglia che si chiama CRE.