Chi siamo?

Tornado è un progetto, una redazione, un gruppo.

Siamo nati nella primavera del 2020, durante il primo duro e faticoso lockdown scattato in seguito alla pandemia del covid-19. In quel momento eravamo chiusi in casa, limitati dalle quattro mura delle nostre camere che sono diventate scuola, palestra, oratorio, bar e che a lungo andare hanno finito per starci strette. Obbligati a non fare nulla, volevamo fare qualcosa. È così che è nata l’idea di un giornalino fatto dagli adolescenti per gli adolescenti e non solo, una finestra dalla quale la nostra voce potesse farsi sentire.


FASE 1.0

L’idea di fare un giornalino era nell’aria già da qualche mese, ma gli impegni dell’oratorio e della scuola hanno fatto rimandare di continuo la sua realizzazione. La pandemia in questo senso ci ha aiutati: tutti gli altri progetti a cui stavamo lavorando erano stati sospesi, ma ne avevamo uno nel cassetto che poteva prendere forma anche in una situazione che ci impediva l’incontro di persona.

In un primo momento, un piccolo gruppo si è trovato online per raccogliere le idee e dopo poco sono stati coinvolti anche altri ragazzi. Una volta costituita la redazione, è stato il momento della prima riunione (29 aprile 2020) durante la quale abbiamo deciso la struttura del giornalino, le rubriche, i ruoli, la pubblicazione ogni tre settimane e il titolo. Il nome Tornado voleva racchiudere in sé un senso di novità, cambiamento e abbattimento dei pregiudizi nei riguardi degli adolescenti, spesso accusati di essere pigri e senza idee. L’obiettivo era quindi quello di metterci alla prova per migliorarci nella scrittura e imparare a esporci anche su temi rilevanti, dimostrare che potevamo dire la nostra senza essere “pesanti” e creare un canale di comunicazione con i nostri coetanei.

Le prime fatiche sono emerse quando siamo stati costretti dalle circostanze a pubblicare il Tornado in forma digitale: il giornalino era nascosto dentro il sito della parrocchia, difficile da raggiungere e poco visibile anche sui social. Per questo motivo, i nostri primi lettori sono stati in realtà gli adulti: mamme, papà e nonni che però fin da subito si sono complimentati con noi. Una copia simbolica del primo numero è stata anche consegnata al parroco, al sindaco e al maresciallo dei carabinieri, a indicare il nostre legame con la comunità nel suo senso più ampio.


FASE 2.0

Nonostante lo slancio iniziale, il covid e l’estate hanno portato alcuni problemi. Anche se ci si poteva vedere di persona eravamo troppi per riuscire a fare le riunioni di redazione in presenza; per di più l’estate è tempo di vacanze e tutti noi avevamo bisogno di riposare e di svagarci. Il Tornado è uscito regolarmente, ma con molta fatica: era nato per tenerci occupati durante il lockdown, ma una volta liberi abbiamo dato priorità ad altro. Rientrati a settembre, ci siamo resi conto che dovevamo prendere una decisione: continuare o fermarci. Abbiamo optato per proseguire con il progetto, dandogli però una forma un po’ diversa: per caso il numero di settembre aveva diversi articoli legati al tema della scuola e questo gli aveva dato un aspetto più unito e armonioso. Così abbiamo deciso di organizzare gli articoli dei numeri successivi intorno a uno stesso tema. In questa veste rinnovata, il Tornado è uscito fino a gennaio.


FASE 3.0

A questo punto della storia, uno potrebbe chiedersi: vista la discontinuità e i problemi, perché siete ancora qui?

In realtà più volte ci siamo chiesti se valesse la pena di mettere fine a questa cosa, ma altrettante volte ci siamo risposti che il Tornado aveva ancora qualcosa da dire e da insegnarci. Dunque abbiamo preso la decisione di rinnovare ulteriormente la pubblicazione, lasciando la forma-giornalino, buttandoci sul blog e provando, attraverso la pagina Instagram dedicata, a gestirne in prima persona la promozione. Il Tornado assume ora l’aspetto di un diario, una narrazione libera e priva dei vincoli di una pubblicazione regolare. Sappiamo che le sfide non sono finite e quello che abbiamo vissuto dall’inizio di questo progetto ci ha insegnato che si tratta di un’avventura che richiede costanza e la continua capacità di reinventarsi. In ogni caso, speriamo che non segua una fase 4.0! 🤣🤪

Se volete scoprire cosa è cambiato, potete leggere la presentazione del blog qui

LA REDAZIONE:

Nicola Leidi

Mi presento sono Nicola; nel tempo libero, come potete vedere, mi diverto a fare intrugli ed a improvvisarmi scienziato pazzo. In realtà sono un ragazzo molto tranquillo e diligente però a casa ci sto forse quando dormo.

Mi diletto a scrivere la rubrica che riguarda la scienza e come direbbe uno dei miei ispiratori, “rigorosamente MALE”.

Se mi cerchi per fare un qualcosa di strano o uscire ci sono, ma non contare sulla mia puntualità; sono sempre e comunque in ritardo.


Ciao, sono Alice, ho 17 anni e faccio il liceo scientifico anche se non ho ancora la minima idea di cosa fare nella vita. Sono una disordinata cronica e convivo con la mia amica ansia, che mi porto ovunque e che, oltre a farmi agitare per tutto, mi impedisce di stare tranquilla.

Ho il terrore dei film horror e nonostante io lo sappia, continuo a provare a guardarli…ovviamente finisce che mi spavento della mia stessa ombra e mi vengono gli incubi la notte.

Questa sono quasi tutta io, ma vi giuro che ho anche dei lati positivi…che vi dirò la prossima volta…

Alice Zambetti

Anna Iovino

Sono Anna Maria, per gli amici Lucia Benedetta. Sulla carta ho quasi 25 anni ma dentro ne sento molti di più, chissà perché.

L’abbonamento che preferisco è quello al corso di spagnolo dell’università. I contenuti mi piacciono talmente tanto che se potessi non ne farei mai a meno, ma ahimè tutto è destinato a finire prima o poi (tranne Grey’s Anatomy).

Amo tante cose: la musica, la lettura, la scrittura… Quello che amo fare di più, però, è mangiare mentre mi godo la compagnia del divano e delle mie serie tv preferite.

Mi piace un sacco stare insieme alla famiglia e agli amici, adoro fare passeggiate col mio cane e ogni tanto faccio finta di fare attività fisica.


Ciao sono Federico, ho 18 anni e nella vita mi sono sempre ispirato ad una frase in particolare.

“La vita è per il 10% cosa ti accade e per il 90% come reagisci”.

Federico Brambilla

Giulia Zucchi

Ingegnere e quasi un quarto di secolo di food lover. Ossessiva compulsiva per l’ordine e la pulizia, quanto basta per innervosire il mondo.

Compro libri, ma solo per riempire la libreria, preferisco un buon film e un Mc Chicken sul divano. Paziente. Le capacità che non uso per studiare la geografia le applico per ordinare all’all you can eat.

Quando mi definisco simpatica, la gente ride, è un buon segno no?


Un ragazzo che nel tempo libero ascolta spesso musica che va dagli anni 80/90 e 2000, stravede per la piada e trova nelle belle giornate l’ispirazione migliore per scrivere i propri articoli.

Lorenzo Cefis

Nicolò Rossi

“la vita è come andare in bicicletta, per tenerti in equilibrio devi muoverti”


Mi chiamo Beatrice ma Bea è molto meglio.
Ho 17 anni, i capelli blu, rido per tutto e guardo troppa televisione, mi piace dormire ma non so mai stare ferma, sono impaziente e testarda ma ho anche dei difetti.
Ho una strana fissa per le rane e per la storia, ma visto che non posso scrivere sulle rane ho creato la rubrica ieri e oggi.

Beatrice Vismara

Serena Zucchi

Studio per comunicare, ma non la mattina, o almeno non fino alle dieci e trenta. La gente dice che sono  disordinata, io mi definisco artisticamente propensa alla casualità delle cose. #totalblack è il mio mantra, se l’Armadio di Grace venisse a sistemarmi il guardaroba l’unica tonalità di colore presente sarebbe la preferita di Batman, che comunque guida la sua BatMobile bene quanto io la mia Panda a metano.


Mi chiamo Nicola, sono una persona curiosa, a cui piace sperimentare in tutti gli ambiti, con il pallino per la cucina e il giardinaggio. Sono cresciuto dividendomi tra cultura -e lingua- italiana e austriaca. Perché due è meglio di uno, no?

Nicola Persico

Andrea Cortinovis

Se di sera, vedete sfrecciare una macchina bianca per le vie del paese con una musica che già nel secondo dopo guerra era considerata vecchia. Sono io.
Il Marchese Andrea Cortinovis, un ragazzo che senza una polo di un colore particolarmente strano che lo renda unico, non si avvicina al paese.
Perché anche se ora sono considerate fuori moda…. fanno stile
perché la moda passa lo stile rimane…


Sono Fabio, frequento la terza elettrotecnica all’ ITIS Paleocapa. Sono chierichetto da 7 anni e faccio parte del gruppo animazione, infatti ci tengo particolarmente alla parrocchia, tanto che se non mi trovi a casa c’è una buona probabilità di trovarmi in chiesa o in oratorio.
Sono nato e cresciuto a Zanica anche se la mia famiglia non proviene da qui. Sono innamorato di Bergamo e la cosa che mi appassiona di più è la sua storia

Fabio Spreafico

Camilla Terzi

Ciao sono Camilla, non so se sia più appropriato definirmi una ragazza che nuota o un pesce che sta in piscina 24/7… a parte gli scherzi! Sono solare, con tanta energia, soprattutto se si tratta di festeggiare o ballare.
Penso talmente tanto che mi sono creata un mondo fantastico tutto mio, divertente, soprattutto in classe quando dovresti stare attenta 😉

SE VUOI CONTATTARCI, scrivici alla mail: