CAT CALLING by Camilla Terzi & Alice Zambetti

Cos’è e come si manifesta?

Per Cat Calling si intendono le molestie di strada, attraverso fischi e apprezzamenti indesiderati verso le donne.

Tante persone considerano questo fenomeno come un mezzo per fare dei complimenti, in realtà dietro la trappola delle parole che sembrano apprezzamenti il Cat Calling rivela una scarsa stima della donna, che viene assimilata a oggetto del desiderio, o peggio diventa bersaglio di frasi sessiste, indirizzate al corpo della vittima o al suo atteggiamento. Fischi e strombazzate dalle auto, domande invadenti, per poi arrivare agli insulti.

“Sei uno schianto”, “Fai impazzire”, “Vuoi uscire con me?”, non sono un modo per cercare di conoscere la ragazza, ma una vera e propria molestia verbale.

Secondo l’Accademia della Crusca, il termine Cat Calling, riferito alla molestia verbale come lo intendiamo noi, inizia a prendere piede intorno al 1956. Nel Settecento, per esempio, il Cat Calling si riferiva all’atto di fischiare a teatro gli artisti sgraditi.

Cosa succede oggi?

In Francia nel 2018 viene approvata una legge che dichiara punibile il Cat Calling con multe fino a 750 euro, oltre ad una mora per comportamenti più aggressivi.

In Italia ancora non esiste una legge per punire il Cat Calling, che non viene quindi considerato reato. Per anni nel nostro paese si è parlato di “molestie di strada” talvolta come retaggio di quello che veniva definito “pappagallismo”, con significato meno negativo delle molestie. Sarà anche per questo che in Italia il Cat Calling fatica ancora a essere riconosciuto come una vera e propria violenza psicologica e come tale a ricevere una giusta condanna.

Nelle ultime settimane di questo tema si è parlato molto sui social, soprattutto dopo che Aurora Ramazzotti, figlia di Michelle Hunziker e di Eros Ramazzotti, ne è stata vittima durante una corsa al parco, denunciando l’accaduto pubblicamente in una storia di Instagram. Il video in poco tempo fa il giro del web, finendo anche sulle principali testate giornalistiche: «Possibile che nel 2021 succeda ancora il fenomeno del Cat Calling? Appena mi tolgo la giacca sportiva perché sto correndo e fa caldo devo sentire fischi, commenti sessisti e altre schifezze. Mi fa schifo e se sei una persona che lo fa, mi fai schifo».

A dare ulteriore fuoco alle polveri Damiano “Er Faina”, youtuber ed ex concorrente di Temptation Island che, intervenendo nel dibattito, fa infuriare il popolo di Instagram: «Per due fischi il Cat Calling? Io non so dove andremo a finire. Posso capire se ti rompono o insultano, ma se dici a una ‘A fantastica’ mica è un insulto».

Le reazioni e le risposte, sui social e fuori, non sono mancate e l’argomento è entrato tra le tendenze di Twitter, dove sono molteplici i post contro Er Faina, il quale ha visto un esponenziale calo dei follower su tutti i suoi profili. Non tarda ad arrivare la risposta dello youtuber, che precisa: «Raga, è sottinteso che il mio discorso di prima vale per i ragazzi, certo che se uno di 60 anni dice a una di 16 anni ‘a bella’ gli tiro la scarpa io».

Nonostante questo Aurora Ramazzotti in un’intervista afferma: «Se sono amareggiata? Molto, non mi aspettavo commenti così offensivi da parte delle donne. […] Era giusto denunciare perché tante donne non hanno la forza di reagire a quella che ormai è una prassi considerata normale».

Tutto ciò non è una novità, la maggior parte delle ragazze ha subito Cat Calling almeno una volta nella vita. Purtroppo, però, oltre ai fischi e ai commenti sessisti, a volte la strada è anche teatro di stupri e violenze che causano femminicidi. Ogni ragazza nel percorrere una strada buia ha paura. Troppe volte ci sentiamo dire di non andare in giro da sole la sera o di tenere il telefono sottomano, come se il problema fosse nostro… ma così non si risolve il problema, per risolverlo alla radice bisogna educare i ragazzi, che speriamo stiano leggendo questo articolo perché è rivolto anche a loro.

Negli ultimi mesi un altro evento ha scosso l’Europa e ci ha fatto riflettere tutti: in Inghilterra una ragazza di nome Sarah Everard è stata aggredita e uccisa da un poliziotto mentre tornava a casa, la sua morte ha scatenato la reazione di donne e uomini che si sono unite per manifestare il loro disgusto per quanto accaduto.

Sarah non è stata la prima e non sarà l’ultima. Infatti, in base ad un recente sondaggio, il 97% delle donne in Gran Bretagna ha subito molestie.

Ogni tanto ci sembra di vivere nel mondo perfetto, democratico, libero, ma nonostante tutto c’è ancora molto su cui lavorare. I dati sulle violenze nei confronti delle donne in Italia, pur non essendo molto chiari, sono ancora troppo alti e se ne parla ancora troppo poco.

L’8 marzo ho partecipato con la scuola ad un convegno contro la violenza sulle donne e purtroppo ho letto alcuni commenti scritti da ragazzi della mia età che facevano rabbrividire, frasi del tipo: “se metti la minigonna però un po’ te la cerchi”. Chiariamo questa cosa una volta per tutte: ciò che indosso non ti dà il consenso di fischiarmi o mettermi le mani addosso, ma soprattutto, il vero problema è il mio modo di vestire o la tua incapacità di controllarti?

La cosa che mi fa più paura è che questi atti di sessismo capitano talmente spesso che persino alcune ragazze non ci danno molto peso, le vedono come normali, e questo non deve succedere. Continuiamo a combattere per l’uguaglianza e per il rispetto che ci meritiamo. Le cose possono cambiare, il mondo può diventare migliore, non con l’ignoranza e la leggerezza, ma con l’informazione e il sostegno reciproco.

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