L’oratorio san Giovanni Bosco ha sede in una villa del ‘600, voluta dai conti Secco Suardo come residenza di campagna. La residenza passa nel ‘700 ai conti Terzi, altra nobile e importante famiglia di Bergamo Alta, i quali la rimaneggiano e la ingrandiscono aggiungendo una scuderia.
 

Nel ‘800, la residenza passa di proprietà al conte Marenzi, appassionato e noto botanico di Bergamo, che decide di trasformare la proprietà in un’oasi di piante esotiche. Succedono poi i Gregorini, che lasciano documenti di carattere fotografico rappresentanti un laghetto, delle grotte e delle fontane con giochi d’acqua

(a lato il laghetto, andato perduto nel corso del tempo).

 

 

Ai Gregorini succedono i Bono, famiglia di armatori genovesi che rimangono proprietari fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando la nota Signora vive sola con 20 persone al suo servizio, con alcune famiglie di tedeschi e con il medico del paese di Zanica. Questo scatena la rabbia del popolo che fa razzie e distrugge parte del palazzo.

 

La Signora, delusa ed offesa, decide di vendere la proprietà per circa 15 milioni all’allora parroco di Zanica don Giacomo Lomboni. Attualmente parte del parco non esiste più ma sono rimasti alcuni alberi molto importanti, come il Cedro del Libano, vecchio di 150 anni e tutelato dal WWF, un boschetto e alcune zone verdi adibite a vario uso.