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Nota: i commenti che illustrano le icone sono presi direttamente dal libretto preparato per i ragazzi, per i quali la cappellina è stata pensata e realizzata.
Da sempre l’uomo ha visto negli animali le sue caratteristiche, i suoi desideri e alcuni aspetti del suo carattere. Altre volte il modo di vivere di alcuni di essi è sembrato ricordare i gesti di Dio e le parole di Gesù.
Per questo motivo potrai metterti davanti a uno di questi quadri e pensare cosa significa, cercare le parole per pregare e per ringraziare il Signore. |
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Il Gufo Nel buio due occhi gialli come il sole ti guardano. Sono gli occhi del gufo che si è appena risvegliato, perché, si sa, è un animale notturno, la notte è il suo giorno. Vola silenzioso tra i rami, mentre tutto è immobile e cerca qualcosa da mangiare. Ai suoi occhi basta un filo di luce per scrutare le tenebre, per vedere i contorni e notare le forme. Quando sta per spuntare il sole il gufo cerca un riparo in un tronco cavo o tra i muri di vecchi cascinali per poter riposare e dormire fino al prossimo tramonto. Hai mai sentito il suo verso di notte? E’ simile a un pianto disperato che echeggia nel bosco, a volte può fare veramente paura. Cosa significa vivere di notte? Significa innanzi tutto vivere in modo diverso, quasi opposto, rispetto al resto delle persone. Significa non avere il tempo per incontrare e stare con chi è sveglio di giorno, significa fare una vita solitaria, anche nascosta, perché di notte non si vede cosa uno fa.
Il gufo ti parla del lato nascosto che è in te, del tuo desiderio di stare da solo, di non essere sempre guardato e giudicato. |
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Il Pellicano
Vicino alla riva si possono vedere dei pellicani. Sono uccelli che trovano il loro cibo nel mare, dove si tuffano per pescare i pesciolini che nuotano appena sotto le onde. La cosa strana del pellicano è che non mangia subito il pesce pescato, né lo tiene nel becco, ma lo nasconde in una sacca che ha sul collo. Spesso questa tasca serve per portare il cibo ai piccoli che sono nel nido e non sanno ancora volare. Il pellicano grande arriva sul bordo del nido e si piega, aprendo il becco, così può svuotare la sacca e tanti pesciolini cadono nel nido, dove i piccoli possono mangiarli. Tanto tempo fa, quando gli uomini vedevano fare questo gesto al pellicano credevano che si tagliasse col becco il petto e con il suo sangue desse da mangiare ai piccoli. Questa leggenda è durata a lungo, tanto da paragonare Gesù sulla croce col fianco squarciato al pellicano che nutre i suoi figli. Quello che fanno i genitori per i propri figli è sempre impagabile, anche se non si lacerano il petto. Una mamma e un papà si preoccupano della salute, del cibo, della casa, degli amici, della scuola, del gioco dei loro figli, tutta la loro attenzione è per i piccoli che stanno crescendo, niente è più importante. Il pellicano ti ricorda che c’è sempre vicino a te qualcuno di cui prenderti cura, qualcuno a cui volere bene e per il quale sacrificare un po’ del tuo tempo per starci insieme. |
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L'Ape
Senti come ronza: zzzz… è un’ape che sta cercando un fiore su cui posarsi e raccogliere un po’ di nettare. Zzzz… il suo volo è instancabile, gira e rigira seguendo il profumo e cercando il dolce frutto da portare all’alveare: la casa dove abitano le api. In questo grande nido le api vivono insieme e insieme lavorano per raccogliere il nettare, produrre il miele e difendere l’ape regina. L’impegno di tantissime api produce uno dei cibi più dolci e più buoni: il miele. Una sola ape non potrebbe produrlo, ma il loro legame permette che ciò sia possibile e anche tu ne puoi godere. Un alveare sembra quasi una città degli uomini, ogni ape ha il suo compito: chi produce la cera, chi vola per i prati, chi sistema il miele e poi c’è la regina che depone le uova perché nascano nuove api. Ognuno lavora per il bene di tutti, perché le cose da fare sono molte e tutti hanno un loro compito.
Quando guardi un’ape pensi che sia bello il modo in cui vive, ma tra gli uomini non è così semplice. è vero, eppure anche tu sei invitato a fare la tua parte nella comunità, a mettere a disposizione del bene comune le tue qualità, il tuo talento. |
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Il Cervo
Nella foresta un animale bellissimo corre tra gli alberi e si dirige verso il ruscello che danza tra i sassi. Questo animale è il cervo. Osserva le sue corna, sembrano i rami di una quercia, oppure i raggi del sole che attraversano la foresta. Il suo manto è del color dell’oro e se riesci ad accarezzarlo potrai sentire quanto è morbido e caldo. Il cervo vive in pace, cibandosi di erbe e di bacche e bevendo a una fonte fresca e chiara. Tutti gli animali per vivere devono mangiare e bere, eppure il cervo, forse per l’eleganza e la dolcezza con cui beve, è stato preso ad esempio della sete che c’è in ogni essere vivente. Aver sete significa avere bisogno di qualcosa che è fondamentale per vivere, significa anche saper cercare e trovare il ruscello.
La figura del cervo ti parla di un’altra sete, quella degli altri, dei tuoi amici, dell’amore, ma anche della sete di Dio. Senza tutte queste cose non puoi vivere, ricordatelo. |
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Il Pesce
Nel blu sconfinato del grande mare, la vita corre, anzi nuota con le pinne e le squame lucenti dei pesci. Chi è più libero e sta meglio di un pesce nell’acqua? Non ha un peso da portare, non deve preoccuparsi se piove o tira vento, non può cadere e farsi male. Nell’acqua il pesce nasce, cresce, vive, genera i figli e poi muore. L’acqua è tutto il suo mondo, un mondo fantastico, dai colori brillanti e lucenti. L’acqua è un segno di vita: senza di essa c’è il deserto e la morte. Il pesce vive nell’acqua, dove la vita ha preso origine. Allora il pesce diventa segno di tutto quello che rappresenta l’acqua, ma soprattutto della vita vissuta in pienezza. I primi cristiani hanno riconosciuto nelle lettere della parola pesce in greco (IcquV) la sigla della frase: Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Spesso si disegnava un pesce per dichiarare la propria fede.
Il pesce ti richiama alla vita, alla grande avventura che sei chiamato ad affrontare, perché sarà come una traversata dell’oceano, un viaggio incredibile e affascinante. Le uniche due condizioni perché questo si realizzi sono: non lamentarti della vita e tieni il cuore libero perché possa sempre sorprendersi. |
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L'Ariete
Un gregge di pecore. Pascolano tranquille sul prato, brucano l’erbetta di questa primavera. Tra tutte un ariete alza il capo e mostra al sole le sue forti corna. Sono le armi dello scontro con i compagni, ma non lasciarti impressionare, anche l’ariete è una pecora docile e mite. Non è un animale da battaglia, al massimo si dà qualche cornata per conquistare la compagna, ma si ciba solo di erba e dona la soffice lana del suo mantello a chi lo tosa. Quando l’uomo si trova di fronte un animale che non solo non l’aggredisce, ma che non può minimamente minacciarlo, gli riconosce di essere segno della mansuetudine e della bontà. Così è stato per la pecora e per l’agnello in particolare. Nell’ariete questi elementi si uniscono alla forza che mostrano le sue corna e l’aspetto fiero e maestoso.
Cosa significa essere forti senza essere prepotenti ed essere docili e pazienti senza essere deboli e rinunciatari? A questa domanda sembra rispondere la figura dell’ariete. Bisogna essere forti per mettersi dalla parte dei deboli e combattere per un mondo migliore, bisogna essere miti per accogliere ogni fratello nel proprio abbraccio senza credersi i migliori. |
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La Fenice
Narra una storia antica che nella lontana Arabia vivesse un uccello splendido e magico insieme. Questo uccello era chiamato fenice. Racconta ancora la storia che questo meraviglioso animale vivesse per cinquecento anni e che alla fine dei suoi giorni volasse fino in Egitto per lasciarsi morire sopra ad un fuoco. Dalle ceneri di questo, dopo tre giorni, nasceva una fenice nuova che tornava in volo in Arabia. Questi racconti esprimono il bisogno di raccontare un sogno che ogni uomo porta dentro di sé. Il desiderio di vivere per sempre, di non credere alla morte come all’ultima parola della propria esistenza. Così la Fenice, mentre compie un rito, si prepara per la sua morte, rinasce dalla cenere, da ciò che è grigio, senza vita, né consistenza.
La morte non è da dimenticare, perché c’è, fa parte della vita. Eppure la speranza nella vita nuova che Gesù ti promette è la strada che ti conduce oltre la morte e ti fa credere che la tua esistenza non finirà mai, neanche fra cinquecento anni. |
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L'Unicorno
Un altro animale fantastico. L’unicorno, questo cavallo alato che ha sulla fronte un solo corno. Una storia racconta che data la sua forza fosse un animale imprendibile, ad ogni attacco dell’uomo riusciva a sfuggire. L’unicorno si fidava solo delle persone semplici e pure, che non conoscevano il male, come le fanciulle vergini. Esse infatti potevano avvicinarlo, accarezzarlo e prenderlo con sé. L’unicorno è capace di riconoscere la bontà e la purezza di una persona. Si fida solo di chi non gli farà del male, solo allora saprà di aver trovato una casa dove stare.
Cosa significa essere buoni? Ma lo si può realmente essere? Ti porti dentro queste domande e ti chiedi, soprattutto, se esiste una risposta. Gesù ha detto che non è venuto per i giusti, ma per i peccatori, allora, forse, basta lasciarsi incontrare da lui e così trovare una casa dove stare. |
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La Colomba
Hai mai visto una colomba volare nel cielo? Sembra che non abbia peso e il suo volo disegna una scia bianca nel cielo azzurro. E’ veramente bella. E’ tutta bianca, ha un becco, due ali, le zampette quasi non si vedono. E’ bella proprio perché è così semplice. Si nutre di qualche piccolo seme, si accontenta di poco per vivere. Proprio la sua semplicità e bellezza l’hanno fatta riconoscere come segno dello Spirito santo, che scende su Gesù nel battesimo del Giordano. Tutti i popoli della terra riconoscono nella colomba il simbolo della pace. Quando una colomba può volare libera nel cielo allora significa che la guerra è finita, che non verrà uccisa e con lei nessun uomo.
La tanto desiderata pace, questa meta che sembra così difficile da raggiungere e conquistare, viene donata da un piccolo uccello che vola nel cielo. La pace viene donata ad ogni uomo, anche a te, tocca all’impegno di ciascuno farla crescere sulla terra. |
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Il Delfino
C’è un ballerino nel mare, che gioca con le onde e schizza l’acqua nel cielo. E’ il delfino. Il suo canto è melodioso e allegro, è la canzone degli oceani. Nuota sicuro tra le onde, è forte mentre va contro corrente. Non ha paura dell’uomo, sembra che sia suo amico da sempre, per questo si ferma a giocare e divertirlo con la sua danza. E’ bello pensare di avere un amico tra le onde, soprattutto quando queste si fanno grandi e minacciose. Alcune vecchie leggende raccontano che i delfini salvavano i marinai naufragati portandoli a riva.
Il delfino è il segno dell’amico sempre disponibile a stare con te, a ridere e scherzare insieme, ma anche ad essere un valido aiuto nel momento del bisogno. E tu, che tipo di amico sei? Assomigli al delfino? |
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L'Aquila
Due ali enormi fanno ombra nel cielo. Sono minacciose e rassicuranti allo stesso tempo. Minacciose perché se ti senti la preda sai che non potrai sfuggire agli artigli dell’aquila, rassicuranti se ti trovi nel suo nido e sai che tornerà a proteggerti e a coprirti. L’aquila è veloce, forte, giovane e potente. Vola libera nel cielo, è lei la regina di questo regno. Volare nell’aria significa essere liberi da ogni peso e da ogni fatica. Se pensi che questo volo è legato anche ad una vista acuta che osserva e controlla tutti e alla forza delle ali e del becco, puoi capire perché l’aquila è segno del comando e del potere.
La forza può essere usata per incutere paura e dominare o per dare conforto e riparo. Pensa a Dio come ad un’aquila che dà sicurezza e abbandonati sulle sue ali, lasciati sollevare. |
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Il Serpente
Il serpente è un animale che striscia sulla terra, su di essa nasce, cresce e muore. Non può fare altrimenti, il suo destino è strettamente legato alla terra che l’ha generato. Per procurarsi il cibo e difendersi ha un veleno che può iniettare nelle sue vittime. E’ un animale misterioso, che si nasconde sotto terra e che si muove senza far rumore, senza muovere niente, passa sotto le foglie, lungo i tronchi, nell’erba. Il suo veleno lo rende un animale temibile, da fuggire. Spesso l’uomo ha visto nel serpente la figura del male, per questo l’ha fatto oggetto del suo odio. Il serpente ti ricorda che c’è sempre il male da combattere, a volte questo non è chiaro ed evidente, ma c’è, per questo devi stare attento e ricordarti che il più grande nemico del male è il bene. |
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Le Tenebre
è buio, tutto è nero, più della notte, non c’è neppure la luce delle stelle o della luna. Dov’è la luce? Come puoi vivere se non ci vedi, se non sai dove sei e dove sono gli altri? Il buio fa paura, perché il dubbio che qualcosa di pericoloso ti possa capitare è sempre nella tua mente. Il nero è il luogo degli incubi, dei sogni che sono diventati terrore. Dov’è l’uscita? Dov’è che finiscono queste tenebre? Il libro della Bibbia inizia col dire che, prima di ogni cosa, Dio creò la luce. Cioè Dio creò la condizione fondamentale perché ci fosse la vita, perché ci fosse ordine e perché il terrore del caos rimanesse ai margini della creazione. Dio creò la luce. E luce fu.
Tu sai quanta luce c’è nel tuo cuore, per questo ringrazia per questo dono e lasciati sempre guidare da essa. |
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Il Corvo
Un uccello nero, proprio nero. Che vola sopra le nostre case, fa il nido tra gli alberi della periferia. Se ci pensi bene, sembra il contrario della colomba per il suo colore, per il verso gracchiante, perché si nutre di piccoli uccelli morti. Fa paura e poi è brutto. Ma non devi lasciarti imbrogliare, anche il corvo ha i piccoli nel nido che cresce con amore, lui cerca di cantare una bella canzone, ma ha una voce stridula, e allora canta come può. Gli uomini hanno spesso riconosciuto nel corvo un animale ambiguo, cattivo. Forse solo perché le sue penne sono nere come la pece e vive sempre ai margini dei centri abitati.
Guarda bene un corvo e senti che anche tu sei un po’ come lui: non sei bellissimo, non sempre quello che fai viene interpretato nel modo giusto, a volte non trovi un amico con cui parlare perché hai fatto qualcosa che non andava. Ricordati che per Dio ogni creatura è bella, perché è sua. |
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Il Gallo
Lo senti il canto del mattino? E’ il gallo che lo canta. Lui si alza prima di tutti per prepararsi a salutare il sole. Per questo va a letto presto, con le galline, e prima dell’alba è sul punto più alto della casa per vedere subito i raggi del sole che si sta alzando in questo nuovo giorno. Il canto del gallo è un inno di lode al sole che ancora è tornato dopo la notte, senza stancarsi di illuminare e scaldare la terra. Il gallo è vigile, sempre attento, si volge verso est ogni mattino, dà la sveglia agli uomini da tempo immemorabile. E’ come un messaggero che corre davanti a tutti per portare la buona notizia.
Il gallo ti ricorda di volgere lo sguardo verso il sole e di aspettarlo ogni mattina, senza darlo per scontato. Il sole è il segno che la grazia di Dio è per gli uomini, tutti gli uomini, e proprio per la sua gratuità tu devi continuamente rendere grazie. |
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La Lucertola
Quando inizia il primo caldo la vedi arrampicarsi sui sassi o sui muretti per prendere il sole. Resta immobile per non perdere neanche un raggio, ama il sole più della sua stessa vita, tanto sembra dimentica dei pericoli che corre un animale così piccolo, fermo ed immobile sotto gli occhi di tutti. La lucertola ha una pelle dai mille colori, l’hai mai guardata da vicino? Inizia dal blu, poi diventa verde, gialla, rossa e arancione e a volte anche viola. Quando fa troppo freddo, dorme, la vita non le interessa, dorme aspettando solo la bella stagione. Un animale che ha bisogno del calore del sole per vivere, per muoversi, per fare ogni cosa. Ecco perché è stata spesso raffigurata come il segno della luce. Quanto sei capace di riconoscerti bisognoso della luce? Che qualcuno ti guidi? Oppure pensi di poter bastare a te stesso? Oppure sei come la lucertola che sempre cerca la vera fonte della sua esistenza? |